Cessioni Intracomunitarie – la soluzione Enerj

L’introduzione dell’articolo 45-bis del Regolamento UE di esecuzione n. 282/2011 (il “Regolamento IVA”), applicabile dal 1° gennaio 2020, ha apportato significative novità alla disciplina della prova del trasporto o della spedizione dei beni verso un altro Stato membro.

Normativa e prassi nazionale sui mezzi di prova per le Cessioni Intracomunitarie
In termini generali, si ricorda che costituiscono cessioni non imponibili le cessioni a titolo oneroso di beni trasportati o spediti nel territorio di un altro Stato membro dal cedente, dall’acquirente o da terzi per loro conto, nei confronti di soggetti passivi d’imposta (articolo 41, comma 1, lettera a) del D.L. del 30 agosto 1993, n. 331).
In sostanza, secondo la normativa nazionale, per la realizzazione di una cessione intracomunitaria, con la conseguente emissione di fattura non imponibile IVA, devono sussistere i seguenti requisiti:

1. onerosità dell’operazione;
2. acquisizione o trasferimento del diritto di proprietà o di altro diritto reale sui beni;
3. status di operatore economico del cedente nazionale e del cessionario comunitario;
4. effettiva movimentazione del bene dall’Italia ad un altro Stato membro, indipendentemente dal fatto che il trasporto o la spedizione avvengano a cura del cedente, del cessionario o di terzi per loro conto.

Tali requisiti devono ricorrere congiuntamente; in mancanza anche di uno solo, la cessione sarà da considerare imponibile ai fini IVA secondo le disposizioni contenute nel decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 (“Decreto IVA”).
Anche in Italia, a partire dal 1° gennaio 2020, è entrato in vigore il Regolamento Ue 1912/18 (che modifica il Reg. n.282 del 2011), che indica una serie di documenti necessari riconosciuti validi, in quanto idonei, a dimostrare che i beni sono stati spediti o trasportati dallo Stato membro di origine a quello di destinazione, ai fini della prova sull'avvenuta cessione intraunionale.
Dal 1° gennaio 2020 viene dunque armonizzata la documentazione utile a fornire l'onere della prova di consegna (cioè l'effettiva movimentazione di beni) così che tutti gli Stati membri dovranno utilizzare i medesimi elementi di prova (una sorta di check list dei documenti, ritenuti validi giustificativi della consegna al cliente UE).
Viene quindi introdotta una "presunzione" a favore del cedente, nel senso che si presume la correttezza e la veridicità della cessione intracomunitaria solo se questi riesce a dimostrarla con i documenti che tra poco elencheremo nei due casi seguenti.

La soluzione Enerj

Enerj ha sviluppato un Portale in Cloud (JEUTrade) che consente di gestire il ciclo di vita della documentazione necessario per dimostrare l’avvenuta spedizione delle merce ad uno Stato membro.
La soluzione prevede le seguenti caratteristiche/funzionalità:
- Soluzione web in Cloud
- Inserimento, modifica e cancellazione documentazione inerente le cessioni
- Gestione fascicolo delle Cessioni
- Gestione comunicazione con il Cliente per la raccolta delle firme sui documenti
- Gestione STATI del fascicolo
- Gestione notifiche mail (con indirizzo web sicuro)
- Definizione e gestione di diverse tipologie di documenti
- Conservazione a norma dei documenti/fascicolo completati

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